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PILLA

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Titolo di Conte concesso al Maestro Marco Pilla di Pavia da S.A.S. Antonino V d’Este Orioles

Pilla Marco Stemma FB
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Antica Casata dimorante in Pavia decorata con il titolo di Conti. La parola conte, deriva dal latino “comes” ossia  compagno del principe”, questo titolo di nobiltà era già esistente in età romana e conservato dai barbari alla caduta dell’Impero. Nel IV secolo, il conte era detto il governatore di un distretto, ad esso preposto dal re. Nel IX secolo, il nome contea significò non soltanto l’ufficio del conte, ma il territorio stesso sul quale egli aveva giurisdizione con particolari privilegi, poteva essere un’intera città, un castello o più cittadine confinanti tra loro. A partire dallo stesso secolo, si ebbe il conte palatino ovvero comes sacri palatii alle corti dell’impero romano‑germanico, sebbene il titolo fosse nato alla corte dei re franchi. In Italia i Conti, considerati come governatori civili e militari delle città, furono introdotti da Carlo Magno. Nella Lombardia ed in Toscana i popoli sentirono primieramente il peso della loro potenza, ed i principi s’accorsero troppo tardi quanto fosse pericoloso l’uso di confermare i figli nella carica del padre. In Savoja nessuno poteva essere creato conte se non possedesse 3000 ducati di rendita, come appare da un editto ducale del 31 ottobre 1576. I Pontefici avevano anch’essi conti o nunzii che mandavano a governare le città minori, mentre i duchi erano preposti alle città maggiori. Nelle provincie meridionali si moltiplicarono le contee sotto i Normanni e le successive dominazioni, ed in Sicilia i conti valevano il doppio dei baroni, perchè nelle passate età ogni persona aveva come un prezzo agli occhi della legge, eccetto il villano, che alle cose più che alle persone apparteneva. Cessato il regime feudale, il titolo di conte rimase puramente onorifico e gentilizio e tale si conserva oggi come grado maggiore di barone e minore di quello di marchese.

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